mercoledì 9 novembre 2016

Diagnosi e brevi note su processi elettorali e tendenze politiche

Di seguito qualche breve nota su quelle che ritengo - da osservatore - essere le principali tendenze in atto nei processi elettorali e politici del mondo occidentale (Europa e Stati Uniti), alla luce del voto sulla Brexit, delle presidenziali americane e delle inclinazioni sociali, politiche ed conomiche che traspaiono dalle fonti aperte (media tradizionali, internet, pubblicazioni scientifiche, analisi, opinioni, commenti, social media analysis).

Disillusione in merito alla funzione predittiva di sondaggi ed exit poll. La necessità, tipica del sondaggio elettorale, di dover interpellare un campione ristretto che, per quanto rappresentativo, è assolutamente irrisorio rispetto al numero dei votanti, rende i sondaggi non scientifici e senz’altro non rappresentativi delle principali fratture sociali e geografiche presenti nella società (élite/popolo, rapporto centro/periferia, città/campagna, ecc.). Occorre peraltro notare come, nell’epoca dell’ipertrofia mediatica, i sondaggi possano fungere da strumento di influenza del voto, alla luce del fatto che gran parte di essi sono commissionati da Enti (candidati/partiti politici/gruppi di pressione/lobby/media) portatori di interessi particolari. Ciò non implica necessarimente che influenzino il voto, come i recenti casi (voto sulla Brexit, elezioni USA, tra gli altri) attestano.

Accentuazione dell’ormai decantata distanza abissale tra élite e ceti medi/medio-bassi/bassi. Il tracollo previsionale dei principali centri mediatici evidenzia la scollatura delle classi dirigenti e soprattutto della ristretta élite globalista con la realtà sociale, efficacemente descritti – tra gli altri – da David Rothkopf nel volume “Superclass: The Global Power Elite and the World They Are Making”.

Conseguenze della globalizzazione. Numerosi dati empirici palesano come i recenti mutamenti politici – e conseguente ascesa di partiti, movimenti ed esponenti definiti genericamente, e troppo frettolosamente, “populisti” –  siano la più diretta conseguenza elettorale di certe storture della globalizzazione (delocalizzazione produttiva, finanz-capitalismo, tramonto del modello produttivo fordista-taylorista, impoverimento progressivo dei ceti medi e medio/bassi, sradicamento identitario delle comunità).

Inefficacia delle democrazie contemporanee nel difendere le classi medie  e basse dalle storture della globalizzazione. Questa considerazione, strettamente connessa alle precedenti, inerisce la capacità politica e istituzionale delle democrazie occidentali di indirizzare le scelte politiche verso il benessere economico/sociale di quei ceti che costituivano l’architrave delle liberal-democrazie e delle social-democrazie. Percependosi come impoveriti rispetto alle generazioni precedenti, abbandonate dalle istituzioni, usurpate dei diritti economici (diritto al lavoro), in concorrenza con la manodopera a basso costo dei lavoratori immigrati, in balìa di scelte, decisioni ed esiti derivanti dalle logiche finziarie e mercatiste o comunque non più sotto l’egida dello Stato nazionale (entro il cui perimetro geografico si erano finora espresse le liberal e social-democrazie), siffatti ceti stanno rielaborando paradigmi e concetti ostili allo status quo (sovranità, protezionismo economico e opposizione ai grandi trattati di libero scambio, identitarismo etnico, nazionale e/o religioso). 

Il processo di osmosi tra regimi e modelli politici, intrinseco al sistema internazione e soprattutto ai sistemi regionali. Quanto notato nei punti precedenti va inquadrato alla luce di un sistema internazionale in riassestamento dove si stanno sperimentando – o si sono affermati – regimi e modelli politici autoritari, non democratici o che interpretano la democrazia in maniera diversa da quella occidentale. L’inefficacia delle democrazie, descritte nel punto precedente, sta inducendo una fetta variabile di popolazione nei paesi occidentali – in specie i cosiddetti “perdenti della globalizzazione” – a volgere lo sguardo verso tali realtà.

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