lunedì 22 dicembre 2014

Accademia e soft power: l’Università come strumento diplomatico

Le Università sono attori e strumenti della diplomazia poiché stanno alla base dell’attività intellettuale e creativa dell’essere umano: è la tesi del Valdai Paper n. 8, a cura di Ettore Deodato (Jean Monnet Professor all’Adam Mickiewicz University di Poznan  e Visiting Professor alla London Academy of Diplomacy) e Iwona Borkowska (Head del Centre for International Education, Adam Miczkiewicz University di Poznan).

Secondo gli autori, l’importanza dell’internazionalizzazione delle Università avvenuta negli ultimi decenni è comparabile al processo di crescita del settore militare durante l’inizio del Novecento. E’ ormai evidente, infatti, come il posizionamento degli Atenei nelle graduatorie mondiali funga da indicatore di influenza nazionale e prestigio. Per tali ragioni gli autori evidenziano la necessità della pianificazione strategica in materia di istruzione superiore/universitaria e la cooperazione internazionale nel settore culturale.


Gli Atenei decidono di investire nell’internazionalizzazione per diversi ordini di motivi: 
  • Socio-culturali: identità nazionale, comprensione interculturale, sviluppo di identità comunitarie; 
  • Politici: politica estera, sicurezza nazionale, assistenza tecnica, mutua assistenza, rafforzamento identità regionali; 
  • Economici: crescita e competitività, mercato del lavoro, incentivi finanziari; 
  • Accademici: dimensione internazionale della ricerca e della didattica, ampliamento degli orizzonti accademici, rafforzamento dell’istituzione universitaria e del suo status.

Il combinato di questi indicatori rivela la portata del potere diplomatico (soft power) intrinseco alle istituzioni accademiche.

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