mercoledì 22 ottobre 2014

Valdai Club 2014 - Sochi (Russia)

Si è aperto quest'oggi a Sochi la tre giorni dell'11° incontro annuale del Valdai International Discussion Club, durante il quale studiosi ed esperti di ogni nazionalità discutono il ruolo della Russia nel mondo.

A partire da questa edizione ("The World Order: New Rules or No Rules?"), tuttavia, il Valdai si trasforma in forum di discussione sulla politica internazionale e sull'ordine/disordine globale. In particolare, l'edizione 2014 affronterà i cambiamenti nella governance globale concernenti lo sviluppo delle istituzioni multilaterali, gli approcci della comunità internazionale alle sfide comuni e l'influenza degli attori non-governativi nell'agenda internazionale.

Secondo Fyodor Lukyanov, Direttore del Consiglio russo per la Politica Estera e di Difesa, il sistema internazionale post-Guerra fredda non si è mai stabilizzato e la globalizzazione economica non ha sradicato la rivalità geopolitica. L'altra causa rilevante della conflittualità interstatale è l'instabilità interna, la quale produce effetti esplosivi soprattutto in quelle aree situate al crocevia di tradizioni storiche, culturali e geopolitiche. Peraltro la progressiva sfiducia nel libero mercato non avrebbe rafforzato automaticamente la fiducia nello Stato. Le rivolte arabe e la crisi ucraina hanno confermato l'attitudine dei maggiori attori della comunità internazionale verso l'ingerenza negli affari interni di Stati sovrani, coordinando "scossoni interni" e cambiamenti di regime.

Nel link seguente si trova un interessante working paper del politologo Ivan Timofeev - Program Director del Russian International Affairs Council (RIAC) - che esamina il sistema internazionale attuale, adottando un approccio teorico e servendosi anche di modelli matematici per descrivere talune dinamiche dell'(dis)ordine globale.

Infine, in una nuova ricerca condotta nell'ambito del Research Grants Program della Foundation for Development and Support del Valdai  Club, gli autori rimarcano il ruolo geopolitico dell'Artico e ritengono che esso potrebbe dar luogo a un nuovo modello di relazioni internazionali se tutte le parti interessate sapranno optare per l'impiego di strumenti diplomatici, economici e culturali nella risoluzione delle eventuali controversie. Hanno partecipato alla ricerca i docenti: Lassi Heininen, professore, Facoltà di Scienze Sociali, Università di Lapland, Finlandia; Alexander Sergunin, professore, Dipartimento di Relazioni Internazionali, Scuola di Relazioni Internazionali, Università Statale di San Pietroburgo; Gleb Yarovoy, professore associato, Dipartimento di Relazioni Internazionali, Università Statale di Petrozavodsk.

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