venerdì 27 settembre 2013

Neutralità permanente: l'Italia in soccorso (anche militare) di Malta

A proposito del concetto giuridico di neutralità permanente in tempo di pace, ho trovato interessante questo esempio, che attiene l'intervento dell’Italia in risposta - anche militare - ad un'eventuale violazione della sovranità maltese. L'esempio in questione è riportato dal prof. Ronzitti (Tratto dal volume: Natalino Ronzitti, Diritto internazionale dei conflitti armati, Giappichelli, Torino 2006, terza edizione, p. 116):

Un esempio di neutralità garantita è costituito dallo scambio di note tra Italia e Malta del 15 settembre 1980, entrato in vigore l’8 maggio 1981. Il sistema di garanzia della neutralità maltese è articolato in tre meccanismi distinti:
a) Un meccanismo di consultazione. L’Italia ha il dovere di consultarsi con Malta e con gli altri Stati mediterranei vicini che dovessero riconoscere e garantire la neutralità maltese in termini analoghi a quelli italiani. Il meccanismo di consultazione può essere messo in moto su richiesta di Malta o degli altri Stati garanti ogniqualvolta uno di loro dichiari che “esiste una minaccia di violazione od una violazione della sovranità, indipendenza, neutralità, unità ed integrità territoriale di Malta”;
b) L’obbligo, da parte dell’Italia, di investire o portare a conoscenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ogni “violazione armata dello spazio nel quale la Repubblica di Malta esercita la propria sovranità” e ogni “minaccia alla sovranità, indipendenza, neutralità, unità od integrità territoriale di Malta”;
c)  L’Italia è “altresì” obbligata “[…] ad adottare […] su richiesta di Malta […] ogni altra misura, non esclusa l’assistenza militare, che giudicherà necessaria per far fronte alla situazione”, nei seguenti casi: (i) “minaccia di violazione o violazione della sovranità, indipendenza, neutralità, unità od integrità territoriale di Malta”; (ii) “… legittima difesa ed alle condizioni previste dall’articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite” (nei casi, cioè, in cui Malta sia oggetto di un attacco armato)”.

Per sintetizzare, secondo il prof. Ronzitti: in caso di attacco armato contro Malta, l’Italia “dovrà adottare misure idonee a far fronte alla situazione. […] Pertanto, una mera protesta, o altre misure di natura diplomatica, potranno bastare per far fronte ad una minaccia di violazione della sovranità maltese. Una violazione della sovranità maltese comporterà invece l’adozione di misure più efficaci. Ove la violazione dovesse consistere in un vero e proprio attacco armato ai sensi dell’art. 51 della Carta delle Nazioni Unite, l’Italia difficilmente potrebbe esimersi dall’usare la forza armata per aiutare Malta a respingere l’attacco armato”.

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